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Apre il museo Dior, elogio del dandismo
Il movimento nato proprio agli inizi del XIX secolo, denotava un rispetto rigoroso per le regole di stile, un eccesso di eleganza. Uomini con i cappelli a cilindro, guanti in pelle, gli stivali, soprabiti o mantelli, papillon e cravatte, camicie e gilé. Frustini, bastoni, occhialini con le lenti tonde, i portasigarette, orologi da taschino, ed infine anche i profumi. L’esposizione, Dandismi 1808-2008, da Barbey d’Aurevilly a Chritian Dior, ripercorre le diverse interpretazioni di dandismo e celebra lo scrittore francese Jules Barbey d’Aurevilly (1808-889) autore de ‘Du Dandysme et de Gorge Brummel’. E’ l’opera di riferimento considerata il manifesto dandy, pubblicata nel 1845. Occasione per celebrare anche la nascita del museo. Percorrendo le stanze del museo si possono ammirare le creazioni di Dior dal 1957 al 1967, fino alle ultime di John Galliano con dei riferimenti al Dandy nella creazione degli abiti e della cosmesi. La mostra si arricchisce con accessori e oggetti, provenienti da collezioni private e musei pubblici. Creano nelle stanze della casa di Dior, dal piano terra e al primo piano, l’atmosfera dandy del passato e del presente. Il “dandy” segue le mode ma allo stesso tempo può infrangerle, per segnare la storia cercando di distinguersi. Il filo rosso del dandy è vestirsi per impressionare. Ogni dettaglio, ogni accessorio, ogni pensiero anche poetico, vengono adattati al contesto in cui si opera. Percorrendo l’esposizione c’é anche un ‘dandismo femminile’ e si ritrova, per esempio, negli abiti da sera di alta moda delle ultime collezioni di Dior. Alcuni in esposizione nelle stanze del primo piano del museo. Una sezione è dedicata alla storia del profumo maschile. Prima semplice colonia all’essenza di agrumi, limone o arancia da utilizzare come dopobarba, che dagli anni ‘60, Eau fraiché di Christian Dior nel 1953 si afferma per la prima volta come profumo unisex. Osa fragranze floreali, sempre più intense e personalizzate come la violetta per Fahrenheit (1988) o l’iris di Toscana per Dior Homme (2005) aprendo la strada alla cosmesi del mondo maschile. |
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